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Francesca
di Francesca

Innamorarsi delle Seychelles dal mare su un catamarano

Rientrati da poco da un luogo meraviglioso. Dopo aver visitato la Polinesia Francese pensavo che mai più sarei rimasta a bocca aperta. Anche le Maldive, meravigliose, non mi avevano lasciato un ricordo così.
Perché delle Seychelles ti resta nel cuore il profumo di vaniglia, il colore dei fiori, il verde brillante della foresta, le decine di sfumature di blu dell'oceano, i coloratissimi cestini delle biciclette di La Digue.

La nostra è stata un'esperienza in catamarano con VPM Cocktail Créole. A mio avviso il modo migliore per girare tutte le isole senza affrontare i trasferimenti in traghetto o aereo, soprattutto per chi ha poco tempo a disposizione.

Partiti con volo Emirates il venerdì pomeriggio da Bologna, sabato pomeriggio eravamo già a bordo, in costume e a piedi scalzi.
Prima tappa il Sainte Anne Marine National Park, un gruppo di verdissimi isolotti al largo di Mahè tra cui fare snorkeling.
Domenica mattina traversata (circa 3 h) panoramica direzione Praslin. Snorkeling all'Ile Ronde e a Anse la Farine e notte trascorsa nelle calme acque della baia di St. Anne.
Pranzi e cene ottimi preparati dal nostro chef locale Dean, con attenzione massima all'igiene, pesce e carne, riso e dolci tipici ogni giorno. L'acqua è così calda che ci si può tuffare anche subito dopo pranzo.

7688 Il giorno dopo, complice qualche nuvola, una coppia di francesi a bordo e il nostro capitano ci hanno suggerito di preferire la riserva Fond Ferdinand rispetto alla più cara ed affollata Vallée de Mai. Scelta azzeccata, 10 euro con la guida, appagati da coco de mer, tartarughe di terra e una vista bellissima sulla baia di St.Anne dall'alto della collina.

7690 Niente zanzare ma tanto caldo e tanta fatica per salire. In un'oretta e mezzo sarete più che soddisfatti.
Prima di pranzo abbiamo preso un taxi di gruppo e con pochi euro abbiamo fatto il primo bagno all'Anse Lazio, dove c'era qualche onda ma l'acqua era di un azzurro intensissimo.
Ritornati a bordo abbiamo raggiunto la stupenda Coco Island di La Digue, uno dei luoghi più belli dove lo snorkeling in corrente ci ha fatto incontrare un'esercito di pesci e anche una simpatica tartarughina.

La vita sottomarinaLa vita sottomarina
Coco IslandCoco Island

La mia giornata preferita è stata il martedì, tutta dedicata a girare La Digue in bicicletta, incontrando talvolta simpatiche tartarughe.

Incontri inaspettati pedalando a La DigueIncontri inaspettati pedalando a La Digue

Percorsa da nord a sud e da ovest ad est anche in salita, abbiamo fatto il bagno ad Anse Patates, dove eravamo praticamente soli.

Anse Patates, La DigueAnse Patates, La Digue

Dopo un ottimo ed enorme succo di frutta (mi ha colpita anche qui la pulizia, guanti monouso per toccare i frutti), ci siamo addentrati nella foresta su una suggestiva strada con discese e salite, fino ad arrivare a Grand Anse, dove ci ha accolto una ampia spiaggia con mare calmo dai colori stupendi.

Grand Anse, La DigueGrand Anse, La Digue

Non ce la siamo sentita di scavalcare gli scivolosi ed alti massi di granito per raggiungere Petite Anse ed Anse Cocos, anche perché un'intera giornata in bicicletta si fa sentire.
Di ritorno al paese, sosta ad un chiosco dove abbiamo mangiato un ottimo piattone di riso e pesce a prezzi bassissimi (se alloggiate a La Digue sappiate che è pieno di questi posticini, più economici allontanandosi dal porto)
Entrati nel parco di L'Union Estate al costo di 10 euro si è aperta ai nostri occhi la famosissima Anse Source d'Argent, vi colpirà perché è un luogo surreale più che per il mare.

Anse Source d'Argent, La DigueAnse Source d'Argent, La Digue

Vi consiglio di prendere a La Digue qualche souvenir, sono artigianali e meno costosi.

Mercoledi direzione Curieuse Marine National Park, il catamarano ci ha lasciati a Laraie Bay; abbiamo incontrato le tartarughe e attraversato a piedi una scenografica foresta piena di granchi nascosti nei buchi per giungere alla spiaggia di St Josè, splendida!

Curieuse IslandCurieuse Island

Per il pranzo abbiamo ancorato a l'Ile St Pierre, una cartolina inimmaginabile, arrivando prima di tutte le barche che portano i turisti per lo snorkeling (uno dei vantaggi di farsi guidare dal nostro capitano Kiren è che naturalmente ci ha fatto vedere tutto nel momento migliore).

Nel pomeriggio siamo tornati nella famosissima Anse Lazio, dove questa volta il mare era molto più calmo e sempre splendido.
Il giorno dopo il risveglio è stato indimenticabile, perché il capitano ci ha portato per colazione ad Anse Georgette (dove se si accede da terra bisogna chiedere un permesso al resort retrostante, infatti era deserta). Io e mio marito naturalmente non ci siamo fatti mancare una bella nuotata e tante foto!

Cousin IslandCousin Island
Image 

Siamo approdati alla riserva Cousin Island Special Reserve con una barchetta che accelera al massimo finché non si arena sulla spiaggia, è stato divertente ma sono partiti come un razzo proprio mentre stavo ammirando una bella tartarughina che nuotava in prossimità della barca.
Abbiamo atteso almeno 20 minuti l'arrivo di altri turisti spalmando Kg di antizanzare... e in effetti, dopo belle foto agli uccelli e ai loro piccoli, abbiamo preferito scappare dalla foresta e andare a goderci la spiaggia, perché circondati da nubi di zanzare.
Il venerdì a Mahè, il capitano ci ha portato a Port Launay North Beach e all'Ile Therese anziché alla Beau Vallon, perché aveva capito le nostre preferenze.
E' stata ancora una volta una scelta apprezzata, perché anche a Mahè non mancano posti incantevoli come questi!

Sabato mattina sbarco presto, abbiamo appoggiato i bagagli all'hotel Hotel La Roussette e via in autobus fino alla splendida Anse Takamaka, dove abbiamo fatto snorkeling, seguito da un gustoso pranzo al ristorante Le Reduit Restaurant, raggiungibile dopo una faticosa salita.

Anse Takamaka, MahéAnse Takamaka, Mahé

Doccia e relax in hotel prima del volo di rientro alle 23:50.

Tutta l'organizzazione è stata cosi puntuale da permetterci di vedere tanto tanto in soli otto giorni, senza stancarci mai.
Consiglio a tutti questa meta... e se anche febbraio non è il periodo ideale, abbiamo avuto sole e mare calmo, mai viste sandflies, né mari invasi dalle alghe.
Il catamarano non è comodo come una camera d'hotel ma se si ha un minimo di spirito di adattamento (perché a parte gli spazi ristretti e il caldo che si avverte in cabina, il resto è veramente confortevole) ne vale veramente la pena!

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Gessica

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